Etichette dei detergenti: cosa evitare per la salute
Tra l’efficacia di un detersivo e la sicurezza dell’ambiente domestico c’è un sottile equilibrio che si gioca sulla chimica delle sostanze che utilizziamo ogni giorno. I detersivi, in effetti, esistono esattamente in forza della loro composizione chimica, che è quella che gli permette di rimuovere lo sporco, lucidare e igienizzare le superfici. E conoscere la natura delle sostanze che introduciamo in casa è fondamentale per evitare rischi inutili.
Tensioattivi, sbiancanti e altri composti possono risultare, oltre che molto inquinanti, anche nocivi per la salute delle persone che vi entrano in contatto quotidianamente. Per evitare prodotti che possono provocare irritazioni, allergie o sensibilizzazioni, però, è sufficiente imparare a leggere l’etichetta dei detersivi.
Detergenti e salute: efficacia chimica e scelte consapevoli
Secondo le statistiche di settore e i report sui consumi rilasciati da agenzie come Assocasa e AISE (International Association for Soaps, Detergents and Maintenance Products), le famiglie italiane tengono nel ripostiglio, in media, tra i 10 e i 15 prodotti per la pulizia della casa. Generalmente si usano almeno 3-5 prodotti per il bucato, 3-4 prodotti per la cucina (dal detersivo per piatti allo sgrassatore), 2-3 prodotti per la pulizia del bagno (anticalcare, detergente per sanitari, candeggina) e almeno un paio di prodotti per pavimenti e superfici, inclusi quelli destinati a vetri e materiali delicati come legno e marmo.
C’è chi preferisce usare prodotti iper-specifici e chi predilige i detergenti multiuso, che spesso risultano più pratici. In ogni caso, si tratta di prodotti che andrebbero scelti con cura, perché possono contenere ingredienti nocivi per la salute. È bene sapere, però, che non esiste un’equazione perfetta tra chimica e pericolosità dei prodotti: se da un lato molti oli essenziali naturali possono provocare irritazioni e allergie, dall’altro sappiamo che la maggior parte delle oltre 100.000 sostanze chimiche in uso in questi prodotti sono considerate “a basso rischio” per la salute.
Le normative europee, d’altro canto, sono tra le più severe del mondo in materia di rischio chimico. L’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche, per esempio, devono seguire il regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), che impone di riportare alcune informazioni obbligatorie.
Quali informazioni contengono le etichette dei detersivi?
In base al regolamento CLP, le etichette dei prodotti chimici, e quindi anche quelle dei detersivi, devono riportare obbligatoriamente:
- Nome e contatti del fornitore;
- Quantità della sostanza o miscela contenuta;
- Pittogrammi di pericolo, quando necessario;
- Eventuali avvertenze e indicazioni di pericolo;
- Consigli di prudenza.
Alcuni prodotti, inoltre, devono essere dotati di chiusura a prova di bambino e avvertenza tattile sul tappo della confezione. Oltre a ciò, le etichette dei detersivi devono rispettare il regolamento europeo 648/2004 sui detergenti, attualmente in fase di revisione. In base a questo regolamento, le confezioni dei prodotti per la casa non devono necessariamente riportare l’elenco completo degli ingredienti. È obbligatorio indicare soltanto alcune componenti della formulazione, ovvero:
- Tensioattivi: va indicato il tipo (non ionico, ionico, saponi) e la concentrazione all’interno del prodotto;
- Profumo e allergeni: presente laddove ci sono ingredienti classificati come allergeni frequenti (per esempio il limonene e il linalolo);
- Conservanti: la presenza di conservanti non è di per sé un male, ma alcune di queste sostanze, come i tiazolinoni, sono dannose per l’uomo e per l’ambiente;
- Altre sostanze: eventuali sostanze particolari, come sbiancanti a base di ossigeno o cloro, enzimi o disinfettanti.
Con la revisione del regolamento 648/2004, attesa nel giro di pochi mesi, molte informazioni obbligatorie si sposteranno su un’etichetta digitale consultabile tramite QR code. Non basterà più quindi soffermarsi a leggere il flacone, ma bisognerà cercare le informazioni altrove.
Quali sono i detersivi pericolosi per la salute?
La funzione dei detersivi si basa su agenti chimici progettati per sciogliere lo sporco e i residui oleosi. Ciò significa che possono risultare aggressivi anche verso i tessuti umani, irritando la pelle per contatto diretto o le vie respiratorie tramite l’inalazione dei vapori.
Sappiamo che la candeggina è irritante per gli occhi e le vie respiratorie e che libera vapori molto tossici se entra in contatto con ammoniaca e acidi, come sappiamo che soda caustica e acido solforico, presenti nei detersivi per forno e nei disgorganti, che sono altamente corrosivi. Ma ci sono ingredienti che possono trovarsi in quasi tutti i prodotti per la casa, e che raramente si trovano “in copertina”.
Gli ingredienti a cui prestare attenzione sono, in particolare:
- Fosfati e tensioattivi, come SLS e SLES: oltre a essere gravi inquinanti, possono favorire allergie e dermatiti;
- Ftalati, spesso nascosti all’interno delle fragranze sintetiche, sono classificati come interferenti endocrini;
- Composti quaternari di ammonio, spesso presenti negli ammorbidenti, che possono scatenare allergie e dermatiti;
- Sbiancanti ottici, che possono essere irritanti per la pelle.
- Conservanti come kathon, isotiazolinoni o parabeni, tra i principali responsabili di eczemi e reazioni allergiche cutanee.
Il pericolo maggiore, comunque, non deriva solo dalla formulazione dei prodotti: nel caso delle capsule monodose per lavastoviglie, per esempio, il pericolo è “meccanico”: essendo attraenti e colorate, le pods possono rivelarsi molto pericolose in presenza di bambini, che rischiano di romperle e ingerirne il contenuto. Il rapporto dell’AISE, inoltre, ha rivelato che circa il 28% delle persone tende a sovradosare il detersivo, che è la principale causa di irritazioni cutanee (e guasti alla lavatrice).
Come leggere le etichette dei detersivi?
Leggere le etichette dei detersivi è un esercizio semplice quanto fondamentale per evitare rischi inutili. Innanzitutto bisogna separare le informazioni utili da quelle “commerciali”, ovvero bisogna girare la confezione e andare a leggere sul retro. Qui troveremo:
- Pittogrammi, o simboli di pericolo: se esistono pericoli direttamente connessi all’uso del prodotto, sul retro si trovano degli evidenti rombi bianchi bordati di rosso che indicano il tipo di rischio (infiammabilità, irritazione, tossicità per gli ambienti acquatici, etc.);
- Composizione chimica: gli ingredienti più problematici, come sbiancanti e tensioattivi, sono sempre riportati sull’etichetta;
- Avvertenze e consigli di prudenza: l’etichetta riporta anche importanti indicazioni sull’uso, per esempio indica se il prodotto va tenuto lontano dalla portata dei bambini, e consigli su come affrontare eventuali incidenti (“in caso di contatto con gli occhi”, etc.).
Come anticipato, sull’etichetta non si trova la lista completa degli ingredienti. Questa, però, è sempre disponibile nella scheda tecnica del prodotto, presente sul sito web del produttore.
Tornando poi sul fronte della confezione, si possono trovare marchi e certificazioni come l’Ecolabel EU, che garantiscono un minor impatto ambientale e limiti molto severi sull’uso di sostanze tossiche e capaci di provocare allergie.



