Bioedilizia: la casa diventa un ecosistema sostenibile

I 5 principi della bioedilizia

Bioedilizia: la casa diventa un ecosistema sostenibile

Il termine bioedilizia si riferisce a un insieme di metodi di progettazione, costruzione e gestione degli edifici basati su principi legati al rispetto per l’ambiente e alla tutela della salute umana.

Nata in Germania negli anni Settanta, la bioarchitettura o bioedilizia considera la casa come una “terza pelle” da cui dipende il nostro benessere, un ecosistema ad alta efficienza energetica capace di garantire un ambiente sano, sostenibile e di qualità.

Per rispettare i principi della bioedilizia non basta usare le energie rinnovabili: la costruzione di una casa sostenibile inizia dalla progettazione, che deve considerare le caratteristiche dell’ambiente e fare un uso attento delle risorse naturali, a partire dai materiali.

I 5 principi fondamentali della bioedilizia

Quello di bioedilizia è un concetto molto vasto, che abbraccia diverse discipline e considera la casa come parte di un ecosistema che include anche i suoi abitanti e l’ambiente circostante.

È un approccio nato per diffondere i principi di un’architettura rispettosa dell’ambiente e alleata del benessere umano, che possiamo riassumere in 5 principi fondamentali: l’approccio integrato, il rispetto dei vincoli geografici, l’uso razionale delle risorse, l’alta resa energetica e la scelta dei giusti materiali.

1. L’approccio integrato in bioedilizia

Tutti coloro che lavorano alla progettazione e alla costruzione di una casa sostenibile dovrebbero seguire un approccio integrato, che consideri l’edificio come una sorta di ecosistema funzionale.

Per questo motivo, progettare una casa in bioedilizia richiede la stretta collaborazione di tutti gli operatori coinvolti nella sua realizzazione, dall’architetto al professionista che si occuperà dell’installazione dei pavimenti.

2. Bioarchitettura: la scelta del sito e i vincoli geografici

Una casa sostenibile deve integrarsi al meglio nell’ambiente da un punto di vista architettonico e paesaggistico, ma anche per quanto riguarda l’uso delle risorse locali. Progettare in maniera sostenibile significa scegliere le fonti di energia più adeguate alle caratteristiche del posto e usare i materiali disponibili in loco.

La casa sostenibile deve integrarsi con le caratteristiche del terreno, come dislivelli e presenza di alberi, e con l’orientamento di eventuali costruzioni vicine. Il progetto, inoltre, deve tener conto del clima, dell’illuminazione e delle altre caratteristiche naturali del sito.

3. L’uso razionale delle risorse

L’uso razionale delle risorse in bioedilizia si riferisce a tutto quello che viene impiegato per la fabbricazione e la sussistenza della casa, dalle risorse idriche ai materiali utilizzati per la costruzione.

Si tratta di ottimizzare l’uso di ogni risorsa naturalmente disponibile e di scegliere materiali durevoli e che siano riutilizzabili una volta giunti alla fine del loro ciclo di vita. In bioedilizia, gli acquisti usa-e-getta sono banditi: elettrodomestici, arredi e rivestimenti devono essere di qualità, per durare nel tempo e garantire un ambiente sano e piacevole agli abitanti della casa.

4. L’efficienza energetica

Le soluzioni per l’efficientamento energetico consentono di ridurre in maniera significativa i consumi e di mettere a frutto le caratteristiche del luogo di costruzione, per esempio con l’installazione di grandi vetrate capaci di sfruttare l’illuminazione naturale.

Un buon esempio di bioedilizia è rappresentato dalla casa passiva, che soddisfa gran parte del suo fabbisogno energetico (per il riscaldamento degli ambienti) grazie a dispositivi come serre solari e collettori termici, che riescono a bilanciare la temperatura interna lavorando sui flussi di caldo e freddo provenienti dall’esterno.

5. La scelta dei materiali in bioedilizia

La scelta dei materiali è cruciale, quando si progetta in bioedilizia. Bisogna infatti considerare diversi aspetti:

  • le caratteristiche dell’ambiente: le case in bioedilizia possono avere un aspetto rurale o minimalista, ma questo deve essere ben integrato nell’ambiente circostante. Le costruzioni in legno o rivestite in pietra naturale sono perfette in contesto montano, mentre scenari più acquatici possono suggerire di optare per argilla e bambù, tra i materiali più amati dai bio-architetti;
  • l’impatto ambientale e il ciclo di vita: acciaio e alluminio sono una scelta frequente in bioedilizia, in quanto sono riciclabili al 100% e hanno un ciclo di vita praticamente infinito. Si tratta sempre di scegliere materiali durevoli, riutilizzabili e provenienti da una filiera certificata, che garantisca la sostenibilità ambientale delle materie prime;
  • le caratteristiche termiche dei materiali: il materiale più utilizzato in bioedilizia è il legno, il materiale naturale per eccellenza. Oltre a essere biodegradabile, il legno ha un’ottima resistenza ed è un isolante termico molto efficace. Il cotto, d’altro canto, ha una buona conducibilità termica e trova vasta applicazione insieme ai sistemi di riscaldamento a pavimento;
  • la salubrità: tra i principi cardine della bioarchitettura c’è l’attenzione alla salubrità degli ambienti, che può portare a prediligere materiali diversi dal legno, come alluminio e gres porcellanato, per le loro qualità igieniche.

Altri aspetti da considerare sono l’isolamento acustico, la protezione degli ambienti dall’umidità e la resa estetica: il benessere degli abitanti di una casa dipende anche dalla piacevolezza dell’ambiente.

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