Tensioattivi di origine vegetale e sostenibilità

Tensioattivi di origine vegetale e sostenibili

Tensioattivi di origine vegetale e sostenibilità

Gli scaffali dei supermercati sono ormai invasi da prodotti ecologici, biocompatibili e sostenibili: il moltiplicarsi di sigle ed etichette “green” è la risposta a un consumo sempre più consapevole, ma è anche l’effetto di migliaia di brand che si sforzano di far apparire i propri prodotti come ecologici.

In un contesto così affollato, riuscire a capire in pochi istanti se è un detersivo è realmente ecocompatibile e sostenibile può diventare complicato: non c’è infatti soltanto la questione dei residui chimici lasciati nell’ambiente dai prodotti più aggressivi, ma bisogna anche considerare l’origine dei prodotti naturali, che possono provenire da coltivazioni intensive estremamente dannose per l’ambiente e per la biodiversità.

Tensioattivi: cosa sono e perché è importante conoscerli

I tensioattivi sono tra gli ingredienti fondamentali di saponi e detergenti: la loro funzione è quella di abbassare la tensione superficiale dell’acqua, aumentando la bagnabilità delle superfici da pulire e facendo in modo che lo sporco rimosso rimanga in sospensione, evitando il rischio che si depositi nuovamente sulle superfici.

Senza tensioattivi, le operazioni di pulizia e detersione di pavimenti, piatti e tessuti sarebbero molto più complicate, soprattutto in presenza di macchie a base oleosa. L’acqua da sola, infatti, non riesce a legarsi alle particelle di grasso per rimuoverle: come si vede bene mescolando acqua e olio in un bicchiere, le due sostanze tendono a restare ben separate, ognuna entro i confini dettati dalla propria tensione superficiale.

La proprietà fondamentale dei tensioattivi è proprio quella di modificare la tensione superficiale dell’acqua, permettendo alla soluzione di lavaggio di bagnare meglio le superfici e trascinare via lo sporco. Insieme allo sporco, però, il lavaggio trascina con sé i residui dei tensioattivi, che in molti casi non sono biodegradabili e finiscono ad inquinare le acque di mari e corsi d’acqua, contribuendo a una forma di inquinamento che può insinuarsi con estrema facilità nella catena alimentare. Non a caso, un tensioattivo è considerato ecologico solo se si degrada facilmente sia in presenza di ossigeno sia in ambienti che ne sono privi (come i fondali fangosi dei fiumi).

Tensioattivi: i rischi per ambiente e salute

La maggior parte dei tensioattivi autorizzati sul mercato europeo è biodegradabile soltanto in presenza di ossigeno, cioè in acqua, ma mette in serio pericolo le forme di vita che popolano il fondo del mare e dei corsi d’acqua.

Oltre ad essere incompatibili con l’ambiente, alcuni tensioattivi sono anche abbastanza aggressivi da provocare arrossamenti, irritazioni e dermatiti o causare lo sviluppo di allergie. Alcuni tensioattivi possono infatti attaccare il mantello acido, cioè la parte acquosa del film idrolipidico che ricopre e protegge la nostra pelle. Questo, soprattutto se parliamo di prodotti cosmetici e saponi per l’igiene personale, può risolversi facilmente in secchezza, arrossamenti e bruciori di pelle e mucose.

D’altro canto, non tutti i tensioattivi sono aggressivi: tra quelli chimici, i tensioattivi più pericolosi per la salute sono quelli anionici, ovvero con carica negativa, che hanno un alto potere pulente e sono molto schiumogeni (un esempio è il Sodium Lauryl Sulfate, molto utilizzato nei detergenti per la casa ma molto aggressivo nei confronti della pelle e dell’ambiente). Esistono però tensioattivi più delicati, a cominciare da quelli di origine vegetale.

I tensioattivi di origine vegetale sono sostenibili?

I tensioattivi non sono necessariamente prodotti chimici ottenuti dalla sintesi di lunghe catene di acidi e sali derivati dal petrolio: esistono delle sostanze naturali che hanno le stesse caratteristiche degli agenti surfattanti, e che possono essere utilizzate con ottimi risultati per la produzione di saponi, cosmetici e detergenti per la casa.

Tra i più utilizzati ci sono i tensioattivi derivanti dal cocco, dallo zucchero, dall’olio di oliva, dal grano e dall’olio di palma, che grazie alle sue caratteristiche chimiche è uno degli ingredienti più apprezzati per la produzione di detergenti efficaci e molto delicati sulla pelle, oltre che completamente biodegradabili.

L’olio di palma è un esempio perfetto di come l’uso non controllato di una sostanza naturale possa trasformarsi in un problema più grande di quello che si intendeva risolvere: la distruzione di foreste pluviali, torbiere e interi habitat di specie a rischio estinzione, come gli oranghi, sono un prezzo troppo alto da pagare per avere cosmetici e detergenti più delicati e meno inquinanti.

Perciò, i produttori realmente attenti all’ambiente non possono limitarsi a utilizzare ingredienti naturali, ma in qualche misura devono garantire al consumatore che tali sostanze provengano da agricoltura sostenibile a livello ambientale e sociale. È per questo che, nel 2004, è stata fondata la RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), un’organizzazione agricola no-profit che promuove la crescita di prodotti di olio di palma sostenibile attraverso standard globali e una certificazione che viene attribuita soltanto ai prodotti che rispettano i requisiti di sostenibilità.

Tensioattivi vegetali e sostenibili: una scelta consapevole

Quella di usare tensioattivi di origine vegetale e sostenibili è la scelta consapevole di chi conosce bene la chimica: è per questo che nei prodotti di New Chemical Prevention vengono utilizzati tensioattivi vegetali con certificazione RSPO ed ECOCERT, cioè derivati dell’olio di palma provenienti da agricolture sostenibili.

Come è evidente dal caso dell’olio di palma, un approccio realmente sostenibile non può che passare per la differenziazione delle materie prime. Esistono decine di oli che permettono di ottenere formulazioni delicate ma dall’efficace azione igienizzante, e non soltanto in ambito di cosmesi.

I tensioattivi vegetali sono un’ottima risorsa anche per la pulizia della casa: un esempio è Oil & Clean, detergente concentrato per la pulizia e il nutrimento di mobili e pavimenti in legno a base di tensioattivi naturali e oli di origine vegetale certificati RSPO ed ECOCERT.

I tensioattivi vegetali utilizzati nei prodotti di New Chemical non sono soltanto naturali e biodegradabili, ma provengono da agricoltura sostenibile e certificata. Si trovano in Soap N.77, detergente igienizzante per legno verniciato e in Soap Oil & Wax, che invece è pensato per il legno oliato.

I tensioattivi di origine vegetale possono fare la loro parte anche quando si tratta di igienizzare pavimenti moderni come quelli vinilici in PVC o LVT, molto usati nelle palestre, sui treni e negli edifici prefabbricati: grazie alla formulazione delicata di Soap Vinil, anche i materiali di nuova generazione possono essere trattati e igienizzati senza dover ricorrere a prodotti chimici aggressivi e inquinanti.

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